Pubblicato il 03-05-2015 da Luca Balducci - ( 2390 letture )
La responsabilità professionale, è quanto emerge da due sentenze della Cassazione, dalle mansione e dalle attività svolte e non solo da ruolo e qualifica. La prima sentenza riguarda un autista soccorritore (figura non riconosciuta a livello nazionale) al quale veniva contestato di non avere aiutato una infermiera nella movimentazione di un paziente su lettiga causandone la morte in relazione al "malaccorto imbragamento ed alla circostanza che la barella, in violazione delle prescrizioni del costruttore, era stata movimentata da una sola persona invece che da almeno due operatori". La corte ne ha riconosciuto la formale responsabilità a prescindere dal formale inquadramento. La seconda sentenza riguarda il caso di un medico "frequentatore volontario", il quale di servizio in un ospedale a fronte di una donna sottoposta ad intervento chirurgico non aveva predisposto accertamenti diagnostici idonei. Anche in questo caso la corte ne ha riconosciuto la responsabilità.
Tali sentenze implicano, al nostro agire professionale, una seria riflessione che non può esimerci. Più che il secondo caso è il primo che deve farci riflettere e prendere coscienza del nostro agire professionale, delle responsabilità che ne derivano.
Fonte QS
Notizia presente in:
Padova, il 15 ottobre 2026
Comunicato stampa
Corso di formazione in 4 giornate, modalità online
E' convocata l'assemblea ordinaria dei soci Anep della Regiona Lazio il giorno 16 OTTOBRE 2026 alle ore 20.30 in modalità videoconferenza
Invito alla compilazione rivolto a tutti/e gli educatori e le educatrici professionali (dm 520/98)
Indagine collegata ad una tesi di laurea in Educazione Professionale
Indagine sui benefici percepiti e la diffusione del videogioco. Unisciti allo studio riservato a Educatori Professionali e professionisti della salute.