Pubblicato il 08-05-2015 da Martina Vitillo - Consigliere sez. Piemonte e VDA - ( 11180 letture )
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Sempre più spesso rispetto al passato i familiari di persone con difficoltà o la persona stessa, si rivolgono in via privata a educatori professionali per la realizzazione di progetti educativo-riabilitativi.
Da diversi anni spese sono detraibili in sede di compilazione della dichiarazione dei redditi (Modello 730/2015 quadro E), le "prestazioni rese da personale con la qualifica di educatore professionale".
Queste spese, come chiarito dalla circolare della Agenzia delle Entrate n. 19/E del 1 giugno 2012, sono detraibili anche senza una specifica prescrizione da parte di un medico, a condizione che dal documento attestante la spesa risulti la figura professionale e la descrizione della prestazione resa dal professionista abilitato alla prestazione sanitaria.
Il Ministero della Salute, interpellato sulla questione, ha infatti osservato che i profili professionali delle professioni sanitarie (art. 3 del DM 29 marzo 2001) non sempre subordinano l’erogazione della prestazione alla prescrizione medica e che per poter stabilire se una determinata attività professionale è soggetta o meno a prescrizione medica occorre far riferimento al relativo profilo professionale.
Il Ministero ha fatto inoltre presente che l'evoluzione delle professioni sanitarie, ha portato ad una progressiva autonomia ed assunzione di responsabilità dirette dei professionisti e che la natura di una prestazione non può essere definita sulla base del fatto che la stessa sia erogata a seguito di una prescrizione medica.
Per lo stesso motivo, riguardo all'esenzione dall'imposta sul valore aggiunto (IVA), il decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 17 maggio 2002, non prevede più l'obbligo della prescrizione medica ai fini dell'esenzione IVA.
Notizia presente in:
Padova, il 15 ottobre 2026
Comunicato stampa
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