Pubblicato il 04-12-2015 da Luca Balducci - ( 2462 letture )
“La spesa sanitaria pubblica, cresciuta dal 2007 al 2010 da 101,9 miliardi di euro a 112,8 miliardi, negli ultimi anni ha registrato una inversione di tendenza, con una riduzione tra il 2010 e il 2014, attestandosi nell’ultimo anno a 110,3 miliardi. La spesa sanitaria privata delle famiglie, invece, dal 2007 al 2014 è passata da 29,6 a 32,7 miliardi, raggiungendo il 22,8% della spesa sanitaria totale”. Questi i numeri per la sanità fotografati dal Censis nel suo 49° Rapporto sulla situazione sociale del Paese presentato oggi a Roma in cui si rimarca come “la percentuale di famiglie a basso reddito in cui nell’ultimo anno almeno un membro ha dovuto rinunciare o rimandare prestazioni sanitarie è elevata: il 66,7%”. Ma in cui soprattutto evidenzia come gli italiani stiano iniziando a vedere le crepe della sanità pubblica visto che il 42,7% dei cittadini italiani pensa che la sanità stia peggiorando. Anche l’andamento del Fondo nazionale per le politiche sociali per il Censis “testimonia il progressivo ridimensionamento dell’impegno pubblico, nonostante il parziale recupero degli ultimi tre anni: 1.565 milioni di euro nel 2007, 43,7 milioni nel 2012, 400 milioni nel 2015 (-74,4% nell’intero periodo)”. E il frutto di tutte queste riduzioni si riflette sul giudizio degli italiani sul sistema sanitario e sul welfare: il 42,7% dei cittadini italiani pensa che la sanità stia peggiorando, quota che sale al 64% al Sud. Inoltre, il 55,5% considera inadeguato il Servizio sanitario regionale, quota che sale all'82,8% nel Mezzogiorno. Altra questione dirimente quella delle non autosufficienze (più di 3 milioni in Italia) dove occorre fare un “salto di qualità della residenzialità indispensabile per renderla più competitiva rispetto alla soluzione domiciliare”.

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