Un ponte tra le politiche

Pubblicato il 17-12-2015 da Luca Balducci - ( 1347 letture )

 

Sono stati i cittadini i protagonisti del flash mob #ilfuturoèsociale realizzato dal Forum Terzo Settore a Porta Lame a Bologna per dar voce a chi ogni giorno si impegna e partecipa per un Paese più giusto e solidale; a chi crede che fiducia e voglia di investire sul futuro ripartano se si realizza una rete di politiche e servizi per l’infanzia, gli anziani, le famiglie, per la lotta a ogni forma di esclusione e povertà. Dopo il lancio a Roma lo scorso 3 novembre e le tappe a Milano e Torino, la Campagna è approdata anche nel capoluogo emiliano con una conferenza stampa promossa da Forum Terzo Settore Emilia Romagna e coordinamento regionale dell'Alleanza contro le povertà per presentare e discutere il Manifesto del Forum e la proposta del Reddito di Inclusione Sociale (Reis) promossa dal cartello dell'Alleanza. Presente all’incontro anche Maura Forni, responsabile del Servizio Coordinamento Politiche Sociali e Socio Educative della Regione Emilia-Romagna, a segno dell’importante cammino intrapreso dalla Giunta e della consolidata collaborazione tra Regione e forze sociali per ridurre le disuguaglianze promuovere una società più coesa“Il tema del welfare e del benessere della persona e delle famiglie è un tema complessivo, che necessita, ancor più che di un investimento economico, di un forte investimento politico a tutti i livelli – ha sottolineato il Portavoce del Forum Terzo Settore Emilia Romagna, Luca De Paoli – Da qui l’importanza di promuovere e lanciare il nostro Manifesto sul welfare anche a sui territori per fare sistema, e creare un forte collegamento tra il livello nazionale e quello locale”. Tanti i temi al centro del Manifesto e tante le connessioni con le azioni e le proposte portate avanti a livello regionale dal Forum. Dall’importanza diinvestire sull’infanzia e sull’adolescenza; all’integrazione e alla promozione dei diritti dei cittadini stranieri e delle seconde generazioni; al sostegno alla non autosufficienza; fino al tema inclusione sociale e socio-lavorativa dei soggetti più deboli. Un aspetto questo ripreso anche da Walter Raspa, Presidente Regionale delle Acli e Portavoce del Coordinamento “Alleanza contro le povertà dell’Emilia Romagna”, che ha illustrato la proposta del Reis (Reddito di inclusione sociale), portata avanti dal cartello dell’Alleanza per dar vita a un piano nazionale strutturato contro le povertà mirato a promuovere una piena inclusione sociale dei soggetti più deboli, creando, dove possibile, le condizioni per l’inserimento nel mercato del lavoro e promuovendo percorsi di supporto attraverso la sinergia con i Servizi e i soggetti del terzo settore che operano nei territori. E su questo la Regione Emilia Romagna ha già intrapreso un cammino importante prima con la Legge Regionale su lavoro e inclusione sociale e poi con l’importante stanziamento di 15 milioni di euro nel Bilancio di previsione 2016 proprio per il contrasto alle povertà, che andranno a integrare gli impegni assunti dal Governo su questo tema nel disegno di legge di stabilità, ampliandone le categorie beneficiarie e sostenendo le situazioni di povertà assoluta. “Le nostre priorità per il primo semestre del nuovo anno sono proprio queste – ha sottolineato Maura Forni – la definizione delle modalità di attuazione del piano per il contrasto alle povertà e l’attuazione della legge quadro su inclusione e lavoro. A queste si aggiunge la definizione di un nuovo Piano sociale e sanitario regionale, dal momento che quello attuale è stato elaborato prima della crisi ed è fondamentale aggiornarlo a fronte degli enormi cambiamenti sociali e socio-economici che hanno caratterizzato questi anni”. Impegni rispetto ai quali sarà fondamentale l’apporto, il confronto e la collaborazione con il terzo settore, i sindacati e gli altri attori sociali e socio-economici del territorio. Ma anche, ha sottolineato Maura Forni, “l’apporto del terzo settore operativo”, in grado di promuovere nel nostro territorio grande innovazione, dando voce ai cittadini e promuovendo la loro partecipazione attiva.

                                                          


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