Pubblicato il 02-11-2026 da ANEP Comunicazione - ( 100 letture )
* * COMUNICATO STAMPA ANEP * *
Bologna, 02 novembre 2026
Formazione e ricerca, le due leve del futuro dell'educazione professionale
Al 2° Congresso Nazionale degli Educatori Professionali, svoltosi a Roma il 30-31 ottobre 2026, la professione ha affrontato con lucidità le proprie sfide.
ANEP, Associazione tecnico-scientifica, ne trae una priorità: studiare, documentare e trasmettere il sapere professionale.
Una leva serve a sollevare qualcosa di pesante. È l'immagine proposta dal Professor Dario Fortin nella sessione plenaria per affermare che formazione e ricerca sono le due leve dell'identità dell'Educatore Professionale. Il 2° Congresso, dedicato a "L'educazione professionale tra formazione, ricerca e pratica nei servizi", ha contribuito a chiarire che cosa vada sollevato e con quali strumenti.

Una professione che chiede riconoscimento
Dai saluti istituzionali è emerso un messaggio condiviso: la centralità della persona e delle sue potenzialità; il progetto di vita e la multidisciplinarietà come sfide ancora aperte; un ruolo, quello dell'Educatore Professionale, troppo spesso sottovalutato. Maria Rita Venturini, Presidente della Commissione d’Albo Nazionale degli Educatori Professionali, ha sottolineato l’importanza di investire in formazione, ricerca e pubblicazioni per garantire agli educatori ed educatrici professionali lo sviluppo di competenze aggiornate ai nuovi e complessi bisogni di salute. Andrea Lenza, presidente dell'Ordine TSRM e PSTRP di Roma e Provincia, ha descritto la professione come un'arte marziale, in equilibrio tra la complessità dei bisogni delle persone e il peso della burocrazia, richiamando l'esigenza di salvaguardare le competenze specifiche degli EP nell'area riabilitativa. Diego Catania, Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini TSRM e PSTRP, ha invitato a superare le barricate.
Ricerca: chi opera nella relazione educativa possiede già gli strumenti
A partire dalla storia della professione, nata tra sapere prassico e formazione universitaria, è stata posta una domanda impegnativa: siamo in grado di fare ricerca-azione? Chi lavora quotidianamente nella relazione educativa dispone di un vantaggio, ma servono tempo, motivazione e riferimenti metodologici, ostacoli discussi con franchezza dai relatori. La direzione indicata è la co-produzione di conoscenza tra università e servizi, fondata su rigore scientifico, rilevanza professionale e tempestività, fino all'ipotesi di dottorati realizzati all'interno dei servizi, luogo in cui gli interventi prendono forma. Come ha osservato Iorio Riva, non si tratta di cercare uniformità nelle risposte, ma coerenza nel metodo. La Presidente di FESET ha inoltre ricordato che la sfida è comune a tutta l'Europa.
Formazione universitaria: dai dati alle scelte
La Prof.ssa Claudia Magri, Presidente della Commissione dei CdS in Educazione professionale, ha fatto emergere con chiarezza anche gli squilibri del sistema formativo: un'offerta concentrata in larga parte al Nord, con regioni del Sud ancora prive del Corso di Laurea; un'attrattività da rilanciare; studentesse e studenti da accompagnare con un tutoraggio efficace per evitarne l'abbandono; un ricambio generazionale nei servizi che rischia di non essere garantito.
Su questi temi ANEP, presente alla tavola rotonda con il Presidente Nazionale Davide Barban, ha proposto un tavolo permanente tra tutti gli stakeholder interessati per la condivisione e riflessione sui dati dei bisogni di salute prioritari della popolazione, ai quali gli educatori ed educatrici professionali sono chiamati a dar risposta.
Documentare, innovare, tramandare
Dai tavoli di lavoro è emerso un principio condiviso: ciò che non viene raccontato resta sottotraccia. La scrittura professionale è stata definita un ferro del mestiere, strumento di riflessione, di lavoro in équipe e di responsabilità verso le persone di cui ci si prende cura. Ne discende una consapevolezza che facciamo nostra: una pratica diventa patrimonio professionale quando può essere nominata, discussa e trasmessa.
Un contributo di rilievo è venuto anche dai poster. Ci complimentiamo con Irene Pupaiz, Martina Papetti e Hassjba Salvadori, le cui esperienze su genitorialità e detenzione, linguaggi sensoriali ed educatore di classe hanno raccolto il maggior numero di voti, e ringraziamo tutte le autrici e tutti gli autori che hanno portato il proprio contributo.
Perché ANEP, e perché adesso?
ANEP ringrazia la Commissione d’Albo Nazionale degli educatori professionali per aver organizzato questa preziosa occasione di confronto. Se formazione e ricerca sono le leve, occorre qualcuno che le impugni con continuità. È il compito di un'associazione tecnico-scientifica: costruire occasioni di formazione e ricerca, offrire spazi di confronto, sostenere colleghe e colleghi nel trasformare l'esperienza in conoscenza condivisa. Lo facciamo grazie alle socie e ai soci, e con la partecipazione di chi ci segue anche senza esserlo ancora.
Le idee emerse, le relazioni nate tra università, servizi e istituzioni e la volontà di partecipare sono un patrimonio da far crescere nei prossimi mesi, e ciò richiede una comunità numerosa e attiva. Invitiamo pertanto le socie e i soci a rinnovare l'adesione e a coinvolgere colleghe e colleghi, e chi non è ancora iscritto a unirsi a noi.
Una professione si riconosce da ciò che sa dimostrare, narrare e tramandare, e cresce quando ha il coraggio di mettere in comune ciò che conosce. ANEP può rappresentare lo spazio in cui questo accade.
Davide Barban Presidente ANEP
Associazione Nazionale Educatori Professionali
Rassegna Stampa:
- Comunicato Federazione Nazionale degli Ordini TSRM e PSTRP
Notizia presente in: ANEP , Associazione Tecnico Scientifica , ECM , Eventi formativi , Ordine TRSM PSTRP , Patrocinio , Ricerca , studenti SNT2
Roma, 30 e 31 ottobre 2026
Incontro online 15 ottobre 2026 alle ore 18.30
Padova, il 15 ottobre 2026
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